E' un periodaccio? #VoltaPaginaE' un periodaccio? #VoltaPagina... e CONDIVIDI ;) Per saperne di più: http://www.ordinepsicologilazio.it/voltapagina/
Posted by Ordine degli Psicologi del Lazio on Martedì 10 novembre 2015
giovedì 12 novembre 2015
venerdì 26 giugno 2015
Primo Festival della Psicologia a Torino il 27 e 28 giugno!!!
martedì 5 maggio 2015
Parliamo di Insonnia
L’insonnia (alzi
la mano chi, almeno una volta nella vita, non ha dovuto farci i conti) è un
disturbo del riposo notturno che può interessare sia la quantità sia la qualità
del sonno. La durata “ottimale” del sonno può variare non poco da una persona all’altra:
alcune possono avere bisogno di poche ore di sonno, mentre altre necessitano di
una quantità maggiore rispetto alla media, in entrambi i casi non è presente un
“disturbo del sonno”, perché durante le ore diurne le persone presentano un
adeguato livello di vigilanza.
Si parla di
disturbi del sonno quando si è in presenza di un riposo carente sia dal punto
di vista qualitativo che quantitativo, tale carenza inoltre provoca disagio e
compromette il normale funzionamento sociale e lavorativo del soggetto.
I disturbi
del sonno sono diventati oggi un serio problema medico e psicologico con un’elevata
incidenza sulla popolazione mondiale.
PRINCIPALI
TIPI DI INSONNIA (che possono presentarsi anche contemporaneamente)
1 Insonnia
con difficoltà di addormentamento;
2 Insonnia
con frequenti e brevi risvegli notturni;
3 Insonnia
con risvegli notturni prolungati;
4 Insonnia
con risveglio mattutino precoce.
Gli episodi
di insonnia possono essere transitori (durare qualche giorno), a breve termine
(durare due/tre settimane), oppure divenire cronici (durare un mese o più).
QUALI SONO
LE CAUSE DELL’INSONNIA?
L’insonnia
può essere attribuita sia a fattori di tipo fisiologico come, ad esempio, le
apnee notturne che ad un’iperattivazione fisiologica messa in atto dall’organismo
per far fronte a situazioni o periodi di stress. Passare qualche notte insonne
può essere normale se si è tesi per qualcosa, ma molte volte l’insonnia si
inserisce nella vita delle persone prendendo la forma di un vero e proprio
disturbo a cui non si riesce a dare una spiegazione.
SINTOMI DELL’INSONNIA
I sintomi
dell’insonnia sono sia notturni, e comprendono: difficoltà ad addormentarsi e/o
a mantenere il sonno, sia sintomi diurni quali: stress, stanchezza, difficoltà
di concentrazione e di memoria, sbalzi di umore… Negli insonni i sintomi
persistono divenendo a loro volta causa di preoccupazione, preoccupazione che andrà
aumentando proprio in prossimità dell’ora di andare a dormire generando un
ulteriore stato di attivazione psicofisiologica che non favorirà il sonno!
L’insonnia è
un disturbo che si ripercuote anche sulla vita emotiva, sociale e relazionale
non va quindi sottovalutato, ma trattato affrontando:
gli aspetti
comportamentali: per ristabilire un’associazione positiva tra il sonno e gli
stimoli ad esso associati;
gli aspetti
cognitivi: per mettere a fuoco le credenze personali che mantengono il circolo
vizioso dell’insonnia;
gli aspetti
emotivi: per spezzare la condizione di ansia e l’iperattivazione fisiologica
legata al sonno.
venerdì 27 febbraio 2015
Impariamo la comunicazione assertiva
L’assertività
è una caratteristica del comportamento umano che consiste nella capacità di
esprimere in modo chiaro le proprie opinioni senza offendere o aggredire
l’altro.
Affinchè
si attui un comportamento assertivo è necessario siano presenti: una buona autostima,
una buona capacità di rispondere alle richieste e alle critiche, la capacità di
dare e ricevere apprezzamenti.
OBIETTIVI
Il corso è finalizzato a trasmettere le conoscenze necessarie per imparare
ad essere assertivi. La comunicazione assertiva consente di:
· affermare in maniera chiara e
diretta, ma non minacciosa o aggressiva, le proprie idee ed i propri obiettivi, trovare il giusto tono per
esprimersi, saper mettere il proprio
interlocutore a suo agio, trasformare le critiche in
occasioni di crescita,
L'acquisizione di queste competenze è funzionale alla capacità di
intraprendere efficaci relazioni interpersonali e professionali e diventa
quindi uno strumento molto utile nella vita quotidiana.
Sono previsti 6 incontri da 1 ora e mezza ciascuno a cadenza settimanale a partire dal
giorno Giovedì 26 Marzo 2015 ore
17.30.
PARTECIPANTI
Il corso è
rivolto alle persone interessate ad approfondire il tema della comunicazione e
prevede un numero massimo di 6 partecipanti e minimo di 4.
SEDE
Il corso si
svolge presso lo Studio di Psicologia e Psicoterapia in Via Spano, 6/5 a Torino
Per informazioni dott.ssa Elisabetta Loi +39 3405878583 o loi@studiopsicologia.torino.it
giovedì 16 ottobre 2014
Giochiamo con il Rilassamento
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| LABORATORIO PER BAMBINI DA TRE A SEI ANNI |
Neanche i bambini sono risparmiati da tensione, affaticabilità, perdita d’interesse ed irritabilità: lo stress della vita moderna, in cui si trovano immersi sia a casa sia a scuola , può agire infatti negativamente sullo sviluppo delle capacità sensoriali, sul potenziale intellettivo del bambino e, più in generale, sulla sua serenità.
Dare perciò il giusto spazio al rilassamento, riconoscendolo come esigenza fondamentale dei piccoli significa permettere ai bambini di rigenerare ogni giorno e canalizzare correttamente le loro energie; li aiuta a mantenere l’attenzione e la concentrazione incrementando nello stesso tempo le loro capacità d’apprendimento, a favorire un aumento del benessere psicofisico (con un rafforzamento delle difese dell’organismo rispetto ad eventuali malattie) e del buonumore.
Il rilassamento aiuta il bambino a:
- recuperare la calma;
- imparare a controllare meglio impulsi e gesti
- sciogliere le tensioni muscolari;
- conoscersi di più;
- concentrarsi su un compito;
- ricaricare le energie dopo il gioco;
- adattarsi più facilmente ai cambiamenti;
- migliorare le relazioni con gli altri;
- aumentare la flessibilità del corpo;
- sentirsi a proprio agio;
- esprimere meglio se stesso.
Come si svolge in pratica l’attività?
Le attività e le esperienze che proporremo ai bambini
solleciteranno il corpo e, di volta in volta, i diversi sensi (vista,
udito, olfatto e tatto). Considerando che per i più piccoli non è
possibile rilassarsi restando completamente passivi ed immobili, e
che è importante poterlo fare in maniera piacevole, utilizzeremo
giochi che richiederanno un livello medio di attivazione. Questo
permetterà ai bimbi di sentirsi coinvolti, e allo stesso tempo di non
vivere il rilassamento come un’attività pesante.
Il gruppo, guidato dalle psicologhe, potrà essere costituito da un
numero minimo di 4 e massimo di 8 bambini.
I giochi che proponiamo:
- Giochiamo con i sensi
- Il corpo si muove
- Respiriamo!
- Giochiamo con il massaggio e l’automassaggio
- Cantiamo insieme
- …e continuiamo a giocare!
Gli incontri si terranno il sabato pomeriggio, a settimane alterne:
dalle 15.30 alle 17.00
Calendario incontri:
Sabato 8 novembre 2014
Sabato 22 novembre 2014
Sabato 13 dicembre 2014
Sabato 10 gennaio 2015
Sabato 24 gennaio 2015
Sabato 7 febbraio 2015
Sabato 21 febbraio 2015
Sabato 7 marzo 2015
Sabato 21 marzo 2015
Sabato 11 aprile 2015
Sabato 9 maggio 2015
Sabato 23 maggio 2015
Sede:
Studio di Psicologia e Psicoterapia
Via Spano, 6/5 – Torino
Per maggiori info e prenotazioni:
Dott.ssa Elisabetta Loi
Cell. +39 340.58.78.583
Dott.ssa Marinella Magnani
Cell. +39 349.67.99.434
mercoledì 15 ottobre 2014
La Palestra dell'Autostima
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| LABORATORIO PER BAMBINI DAI SEI AGLI UNDICI ANNI |
Giocare offre ai bimbi un’ampia gamma di possibilità per acquisire e consolidare le proprie capacità cognitive, emozionali e le abilità sociali.
Le attività ludiche proposte sono strutturate con la finalità di dare ampio spazio ai giochi non competitivi, ovvero quelli in cui il gioco è divertente in quanto tale e non perché correlato ad un’eventuale vittoria. In questa fascia d’età i bambini hanno, infatti, bisogno di sviluppare prima di tutto un adeguato livello di flessibilità, di competenza ed autoefficacia emotiva, caratteristiche che sono fortemente sollecitate proprio dalle attività di tipo non competitivo.
Attraverso questi giochi i bambini potranno sviluppare:
la motivazione,
le capacità critiche,
l’autonomia,
la fiducia,
l’espressione di sé,
l’autoaccettazione,
la “resilienza emotiva”,
la capacità di osservazione,
la cooperazione con il gruppo,
la comprensione delle regole,
la riduzione dell’impulsività,
le abilità di problem – solving,
la capacità di rispettare i turni e tollerare l’attesa,
l’abilità nel seguire istruzioni complesse.
Come si svolge il Laboratorio
Sebbene ognuna delle attività proposte agisca su diversi aspetti
contemporaneamente, i giochi che utilizzeremo sono compresi in
diverse categorie:
contemporaneamente, i giochi che utilizzeremo sono compresi in
diverse categorie:
- esercizi di preparazione
- i sette elementi di base di una sana autostima:
- -conoscenza di sé,
- -il Sé e gli altri,
- -l’accettazione di sé,
- -l’autonomia,
- -l’espressione di sé,
- -la fiducia in se stessi,
- -l’autoconsapevolezza
- esercizi di rilassamento e chiusura
Il gruppo, guidato dalle psicologhe, potrà essere costituito da un numero minimo di 4 e massimo di 8 bambini.
Gli incontri si terranno il sabato pomeriggio, a settimane alterne:
dalle 15.30 alle 17.00
Calendario incontri:
Sabato 15 novembre 2014
Sabato 29 novembre2014
Sabato 20 dicembre 2014
Sabato 17 gennaio 2015
Sabato 31 gennaio 2015
Sabato 14 febbraio 2015
Sabato 28 febbraio 2015
Sabato 14 marzo 2015
Sabato 28 marzo 2015
Sabato 18 aprile 2015
Sabato 16 maggio 2015
Sabato 30 maggio 2015
Sede:
Studio di Psicologia e Psicoterapia
Via Spano, 6/5 – Torino
Per maggiori info e prenotazioni:
Dott.ssa Elisabetta Loi
Cell. +39 340.58.78.583
Dott.ssa Marinella Magnani
Cell. +39 349.67.99.434
martedì 26 agosto 2014
Settimana di Prevenzione dell'Invecchiamento Mentale 22 - 27 settembre 2014
Dal 22 al 27 settembre 2014 prenderà il via la 7* edizione della Settimana di Prevenzione dell'Invecchiamento Mentale promossa da Assomensana. Tutti coloro che ne faranno richiesta potranno effettuare check up gratuiti per controllare lo stato di salute delle proprie capacità cognitive.
Per prenotare il Vostro check up o per informazioni:
Dott.ssa Elisabetta Loi
tel. +39 340.58.78.583
mail: loi@studiopsicologia.torino.it
giovedì 22 maggio 2014
Parliamo di.........creatività!
Quando sentiamo parlare di
creatività quasi sempre pensiamo a personaggi come Leonardo da Vinci, Albert
Einstein, che si sono contraddistinti per invenzioni piuttosto irraggiungibili
dal resto delle persone, o, al massimo, facciamo riferimento ad una sorta di
qualità rara e abbastanza misteriosa che appartiene solamente a qualche persona
particolarmente intelligente. Insomma, almeno una volta, ci
siamo chiesti: “Che
cosa è la creatività?”. Cercando la definizione di creatività troviamo: “capacità produttiva della ragione o della
fantasia” o “talento creativo, inventiva”, in entrambe le definizioni si fa
riferimento alla creazione di qualcosa di nuovo, di inedito.
Gli studi più recenti hanno evidenziato che la creatività non è una particolarità propria di pochi eletti, ma una qualità che possiedono, in misura maggiore o minore, tutti. Superata una delle prime concezioni secondo cui la creatività rappresentava una particolare espressione dell’intelligenza, ricerche successive hanno evidenziato lo scarso legame tra capacità creativa e quoziente intellettivo. Alcuni autori cominciarono ad ipotizzare che tutte le abilità intellettive, compresa la creatività, appartengono, in misura diversa, ad ogni individuo; la differenza tra persone “normali” e “creative” va considerata non in termini di tutto o niente, ma lungo un continuum attitudinale.
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| La creatività consiste nel mantenere, nel corso della vita, qualcosa che appartiene all'esperienza infantile, la capacità di creare il mondo. Donald Winnicott |
Gli studi più recenti hanno evidenziato che la creatività non è una particolarità propria di pochi eletti, ma una qualità che possiedono, in misura maggiore o minore, tutti. Superata una delle prime concezioni secondo cui la creatività rappresentava una particolare espressione dell’intelligenza, ricerche successive hanno evidenziato lo scarso legame tra capacità creativa e quoziente intellettivo. Alcuni autori cominciarono ad ipotizzare che tutte le abilità intellettive, compresa la creatività, appartengono, in misura diversa, ad ogni individuo; la differenza tra persone “normali” e “creative” va considerata non in termini di tutto o niente, ma lungo un continuum attitudinale.
Esiste poi una creatività che non è
necessariamente correlata alla produzione di oggetti, ma è qualcosa di più
profondo e importante: “Anch’io, come la maggior parte della gente, pensavo
alla creatività collegandola ai suoi prodotti… Ma le mie previsioni furono
mandate all’aria da parecchi dei miei soggetti di studio…imparai a riferire il
termine “creativo”…non soltanto ai prodotti ma anche alle persone in un senso
caratteriologico, nonché alle attività, ai processi e alle attitudini.”
(Abraham Maslow)
A partire dagli anni ’50 molte
ricerche diverse sono state fatte in questo ambito e le varie correnti
psicologiche hanno elaborato, ciascuna una propria teoria: la prospettiva psicoanalitica
proposta da Freud interpreta la creatività come la capacità di ricorrere a
contenuti inconsci o preconsci particolarmente vivaci; Rogers e Maslow
prediligono una visione personalistica che considera l’attitudine creativa come
l’espressione del perfetto funzionamento dell’individuo, dovuto al raggiungimento
di un equilibrio stabile tra le varie componenti comportamentali; gli psicologi
della Gestalt vedono nel processo creativo una improvvisa ristrutturazione di
elementi che consente di valutare un problema sotto una nuova prospettiva; gli
studi di Sternberg, siamo a metà degli anni ’90, ci permettono di comprendere
che i processi intuitivi non sono qualitativamente diversi dai processi
cognitivi, quello che li diversifica sono le modalità e, soprattutto, le
circostanze di applicazione: l’individuo creativo utilizza, in modo rapido e
intuitivo, le abilità cognitive normali per trovare la soluzione di un
problema.
Tirando le somme quindi: la
creatività è una abilità particolare, posseduta da ogni individuo, che consente
di “produrre qualcosa di nuovo”. Da questa produzione può scaturire o qualcosa
di nuovo in assoluto o la riorganizzazione di elementi che appartengono ad
ambiti differenti. Nell’ambito della creazione del nuovo si possono ascrivere
sia oggetti artistici, sia oggetti che con il loro utilizzo permettono di
risolvere aspetti della vita quotidiana e lavorativa. La creatività si dimostra
poi fondamentale sia nella ricerca di soluzioni di soluzioni innovative
(problem - solving), sia nell’analisi di situazioni complesse (problem –
making).
La creatività può essere quindi
considerata più che un tratto del carattere una “forma mentis”, un modo di
relazionarsi alla realtà, di concepire e vivere la vita; tale “stato” mentale, pertanto,
può essere appreso o incrementato da ogni soggetto.
martedì 15 aprile 2014
Quel fastidioso senso di insicurezza.
Abraham Maslow, psicologo statunitense, descrive così la persona
insicura: “L’insicuro percepisce il mondo come una giungla piena di minacce e
molti esseri umani come pericolosi ed egoisti; si sente rifiutato e isolato,
ansioso e ostile; è generalmente pessimista e infelice; mostra segni di
tensione e conflitto; è preoccupato da sensi di colpa; ha dei problemi di
autostima; tende ad essere nevrotico ed è solitamente egoista ed egocentrico.”
L’insicurezza è una
condizione di tipo emotivo che tutti sperimentano più volte nel corso della
vita, questa sensazione è spesso legata a situazioni transitorie e temporanee
(il cambio di lavoro o di città, la fine di una relazione…) che mettono, però,
la persona in discussione.
L’insicurezza nella maggior parte dei casi non è
dannosa, molte volte si rivela utile e funzionale alla persona aiutando a
compiere la scelta migliore; può diventare patologica nel momento in cui si
trasforma in una sensazione persistente nel tempo, non legata ad una
determinata situazione o quando invade molteplici ambiti interferendo anche nelle
banali decisioni quotidiane e condizionando la maggior parte delle attività.
L’insicurezza, in questi casi, determina una mancanza di fiducia nelle proprie
capacità, un notevole abbassamento dell’autostima con conseguente sensazione di
fallimento. La paura di non essere in grado di fare le cose nel modo migliore,
la paura di non riuscire a farsi volere bene dagli altri possono determinare
alcuni comportamenti più o meno patologici e che possono rovinare la qualità
della vita della persona. I soggetti affetti da ansia sociale, ad esempio, proprio a causa dell’insicurezza e della
bassa autostima evitano di rapportarsi agli altri in modo sereno e spontaneo
finendo con l’avere pochissime relazioni sociali e aumentando il loro senso di
insicurezza fino a sfociare in veri e propri stati depressivi. La persona molto
insicura può, per contro, mettere in atto una serie di comportamenti
compensatori come l’aggressione, l’arroganza o il bullismo.
Il comportamento
insicuro può portare la persona a compiere a scelte che non corrispondo
esattamente a ciò che vorrebbe e, in alcuni casi, può portare a non fare
prendere nessun tipo di decisione, nemmeno la più banale, senza prima chiedere
il consiglio e l’approvazione degli altri.
Uno degli ambiti in
cui si manifesta maggiormente l’insicurezza è quello delle relazioni sociali, le persone insicure sono spesso molto timide e
hanno grosse difficoltà ad entrare in relazione con gli altri. Nei casi in cui la sensazione
di insicurezza pervade la maggior parte del tempo, anche davanti a compiti o decisioni ritenute semplici, o quando è
molto accentuata da impedire l’utilizzo di strategie risolutive bloccando la
persona, è utile e importante comprendere quali possano essere i motivi
sottostanti:
- Dipendono
con la sensazione di non essere all’altezza o abbastanza capaci?
- Ci
consentono di ottenere dei vantaggi secondari “bloccati” in una situazione di
non scelta?
- Ci
autorizzano a non prendere una decisione scomoda?
- Capire i motivi è
fondamentale per poter trovare la strada giusta e affrontare il problema, non
si eliminerà l’insicurezza, ma si riuscirà a superare il “blocco” da essa
generato riprendendo il controllo di
se stessi e della propria vita.
Con l’aiuto di un
professionista psicologo sì può migliorare molto la qualità della vita e
“sbloccare” le situazioni problematiche permettendo alla persona di provare più
soddisfazione in quello che fa.
Il professionista aiuterà la persona a ritrovare il proprio punto di vista, insegnerà le abilità necessarie per gestirsi da sola e promuoverà la sua individualità e autonomia.
Il professionista aiuterà la persona a ritrovare il proprio punto di vista, insegnerà le abilità necessarie per gestirsi da sola e promuoverà la sua individualità e autonomia.
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