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sabato 26 ottobre 2013

Assertivi si nasce o si diventa??


Il modo in cui entriamo in contatto con gli altri ha un’importanza non trascurabile per il nostro benessere psicofisico. Un “comportamento assertivo” indica una buona autonomia emotiva, una buona fiducia nelle proprie capacità e una buona autostima. Quando si parla di assertività e di comportamento assertivo si fa riferimento alla capacità dell’individuo sia di riconoscere i propri bisogni, diritti, desideri sia di affermarli nel contesto in cui è inserito senza essere passivo o prevaricante/aggressivo, ma riuscendo a mantenere una comunicazione chiara, diretta e coerente sia sul piano verbale che su quello non verbale.                                                    

L’aspetto importante del comportamento assertivo, rispetto a quello passivo o aggressivo, è “la scelta”, l’assertività infatti è il risultato di un atto intenzionale: la persona assertiva sceglie il comportamento, la persona passiva o aggressiva lo subisce.

Essere assertivi comporta l’assumersi la responsabilità delle proprie azioni. La relazione assertiva non ha lo scopo di evitare i conflitti, ma rappresenta l’arma per favorire una risoluzione positiva, per integrare le posizioni divergenti degli interlocutori in soluzioni volte al raggiungimento di un obbiettivo funzionale per tutte le parti coinvolte.



ASSERTIVITA’
Difesa dei diritti: comprende anche la capacità di rifiutare richieste irragionevoli
 
Assertività sociale: capacità di iniziare, continuare, terminare interazioni sociali senza disagio

Espressione dei sentimenti: capacità di comunicare sia i propri sentimenti positivi sia negativi

Assertività d’iniziativa: capacità di risoluzione di problemi, di chiedere favori e avanzare 
                                         richieste
 
Indipendenza: capacità di resistere attivamente a pressioni ed influenze altrui riuscendo a dare
                          voce alle proprie opinioni

 

 

Il comportamento assertivo si apprende tramite un training specifico

 

Sappiamo che il comportamento è il risultato dell’apprendimento. L’individuo è in continua relazione con il proprio ambiente e riceve da esso dei messaggi che sono fondamentali per l’immagine che ha di se stesso e degli altri. 

In questo senso, la terapia assertiva è in grado di migliorare il rapporto con sé stessi, le relazioni sociali e interpersonali, aumentando la percezione soggettiva di benessere e facendoci sentire “attori attivi” della nostra vita. Tuttavia, pochi conoscono l’esistenza di questo approccio, così è raro che una persona si presenti in terapia richiedendo un training assertivo.

Spetta al terapeuta considerare l’utilità di tale terapia in quei soggetti che riferiscono, per esempio, di provare ansia collegata all’impossibilità di esprimere i propri sentimenti o le proprie idee in modo soddisfacente e socialmente efficace. In questi casi capita spesso che l’ansia sia circoscritta a un particolare ambito e si trasformi in ansia anticipatoria così intensa che il soggetto giunge e evitare totalmente la situazione, con esito di una frustrazione immediata e, in certi casi di depressione. 

mercoledì 23 ottobre 2013

Parliamo d’ansia

L’ansia è una delle emozioni che più risultano penose alle persone.
A volte viene chiamata paura, tensione o nervosismo; comprende una serie di problemi come le fobie, gli attacchi di panico, i disturbi da stress post traumatico, i disturbi ossessivo-compulsivi e i disturbi d’ansia generalizzata. La parola “ansia” si usa anche per definire brevi periodi di nervosismo, tensione o paura che proviamo quando dobbiamo affrontare qualche situazione difficile.

Le persone che soffrono d’ansia conoscono bene i sintomi fisici associati ad essa e che comprendono mani sudate, capogiri, problemi respiratori, accelerazione del battito cardiaco, rossore … .

Eventi importanti (traumi, malattie, decessi, separazioni…) o esperienze che non crediamo di essere in grado di affrontare (parlare in pubblico, avere un figlio, il pensionamento o una promozione…)e che capitano nella nostra vita possono alimentare l’ansia.

I cambiamenti di tipo fisico, di comportamento o di pensiero che avvertiamo in stato d’ansia fanno parte delle reazioni ansiose chiamate “lottare, fuggire, raggelarsi”; questi tipi di reazione sono utili in caso di effettivo pericolo, sfortunatamente però le possiamo provare anche in situazioni in cui non siamo davanti ad un effettivo pericolo.

Aspetti cognitivi dell’ansia

L’ansia è accompagnata dalla sensazione di essere in “pericolo” o di essere minacciati o comunque vulnerabili. La minaccia o il pericolo possono essere di tipo fisico, mentale o sociale; una minaccia fisica ha luogo quando si percepisce un pericolo fisico in agguato (un’aggressione, un attacco cardiaco, il morso di un cane…). Una minaccia sociale ha luogo quando si crede d’essere rifiutati, umiliati o zittiti. Una minaccia mentale ha luogo quando qualcosa fa temere di diventare pazzi o di perdere la ragione.                                                    
La percezione della minaccia cambia da persona a persona, alcuni possono, in seguito alle proprie esperienze di vita, sentirsi minacciati più facilmente ed avvertire l’ansia con maggiore frequenza.

I pensieri dettati dall’ansia sono diretti al futuro e spesso prevedono catastrofi, essi spesso cominciano con: “ E se succedesse…” e finiscono con un esito disastroso. I pensieri generati dall’ansia comprendono spesso anche immagini di pericolo.

Ad un certo punto della nostra vita può essere utile ed importante valutare se siamo eccessivamente sensibili al pericolo e alle minacce oppure no. Potrebbe essere che le persone che fanno parte della nostra vita adulta non siano minacciose come le figure della nostra infanzia. Potremmo anche chiederci se le nostre risorse e le nostre capacità di persona adulta ci possano aprire nuove strade per reagire alle minacce dell’ansia oppure no.

mercoledì 16 ottobre 2013

Corso di Rilassamento


Il Rilassamento progressivo è una tecnica sviluppata agli inizi del secolo scorso da Edmund Jacobson. Oggi è una delle tecniche più usate per facilitare uno stato di rilassamento mentale e fisico.

Il Rilassamento Progressivo risulta particolarmente utile per chi soffre di disturbi del sonno dato che induce un riposo muscolare intenso attraverso il quale è molto più facile conciliare il sonno, ma è anche raccomandata per aiutare a combattere lo stress quotidiano. Attraverso le tecniche di rilassamento è possibile raggiungere una normalizzazione del battito cardiaco, della pressione sanguigna, della respirazione, del tono muscolare…Come conseguenza di questo processo di normalizzazione si raggiunge una sensazione di benessere, una diminuzione degli stati d’ansia, una maggiore capacità di concentrazione.

L’essenza della tecnica consiste nel mettere in tensione alcune parti del corpo ed in seguito rilassarle. Notare la sensazione di tensione e di rilassamento nel momento in cui si smette di contrarre il muscolo aiuterà a provare una piacevole sensazione di benessere corporale che si tradurrà in equilibrio psicologico.

È molto importante concentrarsi sulla sensazione: non si deve solo contrarre o rilassare, ma prestare anche attenzione alle sensazioni che producono questi movimenti.

Presso lo Studio di Psicologia e Psicoterapia è possibile  partecipare al Corso di Rilassamento che prevede cinque incontri della durata di un'ora ciascuno, una volta alla settimana.

 

Per informazioni e/o per prenotazioni:

Dott.ssa Elisabetta Loi

cell. +39 3405878583

mail. loi@studiopsicologia.torino.it